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(miscellanea/miscellaneous)

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ENERGIA PUNTO ZERO o TACHIONICA

(di Carla Caporale)

Che cos'è che mantiene in vita la vita? Appare ovvio che ci debba essere una qualche forma di energia vitale in grado di mantenere viva la creazione. Gli scienziati hanno iniziato a fare postulati sempre più arditi, anche in base all'evoluzione delle scoperte, che la nuova fisica sta svelando. Gli Antichi la chiamavano "Soffio divino" o "Chi" o "Prana".


L'ORDINE UNIVERSALE

L'etere, come ha asserito Albert Einstein, è quello spazio esistente tra le varie particelle di ogni atomo "Il nostro universo è formato da innumerevoli particelle che vengono chiamate atomi. La massa di ogni atomo e' formata da 99,9% di spazio vuoto."

Questo spazio che si pensava vuoto, e' riempito invece da un campo energetico, una forza gravitazionale che fonde insieme gli atomi in modo naturale. Questa forza, che controlla e mantiene l'universo, ubbidisce a leggi che non sono ancora identificabili attraverso i nostri apparecchi e lascia intuire l'esistenza di una intelligenza a guida di essa. Questo campo energetico venne chiamato 'tachionico' o 'campo Feinberg' - prendendo il nome dal suo scopritore, o anche 'campo gravitazionale', perché l'energia tachionica sembra essere la responsabile dell'accelerazione gravitazionale.

L'ENERGIA TACHIONICA

Lo spazio, dunque, non è vuoto bensì immerso in un campo energetico dalla concentrazione estremamente elevata. E' composto da particelle che si muovono più velocemente della luce. Da questa caratteristica deriva il nome 'tachione', scelto da Gerald Feinberg nel 1966, fisico dell'Università della Columbia (USA); il termine, infatti, proviene dal greco 'tachy' e significa 'accelerazione' - 'velocità' (vedi le nostre parole italiane 'tachimetro' o 'tachicardia' che hanno la stessa origine).

Queste particelle costituiscono una fonte di energia libera che sta al di fuori del campo elettromagnetico, quindi al di sopra delle frequenze, e indipendente dalla luce e dal sole. Questa energia primaria, più veloce della luce, chiamata anche 'energia punto zero o 'energia tachionica', è fonte infinita di libera energia nello spazio e sembra essere quel certo quid che tiene l'intero universo in armoniosa crescita ed in equilibrio. Lo si potrebbe paragonare a una specie di 'collante vitale cosmico' di cui l'intero creato è permeato.

LA FUNZIONE DELL'ENERGIA TACHIONICA

Per comprendere la particolarità di questo tipo di energia bisogna innanzitutto aver compreso la tendenza all'entropia dell'universo. L'entropia è l'inclinazione dei sistemi fisici verso il disordine, il caos. E' una legge termodinamica, la seconda per esattezza, ed è applicabile a tutti i sistemi di trasformazione energetica esistenti sulla terra. In generale i sistemi fisici tendono, nel tempo, a degenerare verso un disordine maggiore in quanto le strutture si spezzano. L'entropia di un sistema isolato tende ad aumentare al massimo.

Al contrario dei sistemi fisici, quelli biologici sani tendono, invece, verso il mantenimento dell'ordine. Tuttavia, quando si instaura una disfunzione organica che persiste in quanto l'organismo, per una qualsiasi ragione, non riesce a gestirla - questa crea nel tempo una sempre maggiore disorganizzazione, quindi una vera e propria tendenza all'entropia.
Si è osservato che la forza dei campo energetico dei tachioni crea e mantiene l'ordine nel mezzo del caos e dell'entropia.

In altre parole, l'energia tachionica, che permea tutto il creato - quindi anche noi esseri umani -, è quell'energia che mette in grado i sistemi biologici di rigenerarsi proprio attraverso l'innata capacità di assimilare questa stessa energia vitale. Il nostro campo energetico, quindi il nostro intero organismo e la nostra realtà, si equilibrano, si rinforzano e si rigenerano - tendono al loro meglio.

Quando il flusso di questa energia si restringe, o si blocca, gli organismi perdono la capacità di autorigenerarsi, si determinano sempre più disturbi e disfunzioni, finché il corpo non si deteriora in un vero e proprio processo entropico.

Per avere un corpo in salute e perfettamente equilibrato nelle sue funzioni dovremmo riuscire a mantenerci aperti a questo flusso d'energia tachionica. Purtroppo, noi esseri umani, abbiamo la deleteria capacità di bloccare questo libero scorrere della forza vitale, causandoci, così, tutti quei disturbi psico-fisici che abbruttiscono la nostra vita.Il grosso lavoro di riconoscimento ed eliminazione delle cause, siano queste d'ordine fisico (come l'intossicazione costante a cui sottoponiamo il nostro organismo), che di ordine emotivo, spesso, oltre ad essere lungo e articolato, non riesce a ridarci quel senso di profondo benessere e soddisfazione verso cui tutti aneliamo.

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RICCHEZZA e SAGGEZZA

(Le 10 regole della ricchezza di Adam J. Jackson)

La tranquillità materiale è un obiettivo a cui tutti devono poter approdare.

La via per raggiungerlo può divenire un percorso di grande crescita ed evoluzione, essa ci porta a confrontarci con simboli inconsci, spesso causa di fallimenti globali.In genere tutti tendiamo a raggiungere un benessere materiale che ci permetta di vivere tranquillamente. Spesso però accade che, a causa di convinzioni di cui non siamo pienamente consapevoli, al posto di realizzare un vero e proprio benessere realizziamo invece solo una minima parte di questo. Fino a che ci si imbatte nel tracollo: una malattia, un licenziamento, un fallimento... La perdita di quel piccolo e arrancato benessere ci sbatte in faccia una penosa realtà.

§

  1. La prima delle 10 regole è quella di individuare le nostre convinzioni inconsce nei confronti del denaro e della ricchezza. Infatti non si ottiene dalla vita ciò che si è capaci di ottenere, bensì ciò che interiormente si è convinti dì dover ottenere. Spesso questa convinzione deriva dal senso di valore che si ha di se stessi! Le convinzioni negative che limitano i traguardi della nostra vita possono venire modificate con l'autosuggestione. L'autore consiglia di ripetersi più volte al giorno quelle frasi che sostituiranno i concetti limitativi con quelli positivi. In fondo le nostre convinzioni si sono formate proprio a causa delle ripetizioni a cui siamo stati sottoposti - ora dobbiamo rimediare a questo condizionamento operando a nostra volta un condizionamento a nostro vantaggio.
  2. La seconda regola consiste nel comprendere se si desidera veramente l'abbondanza e la ricchezza. Molti infatti, pur pensando di desiderare il benessere sono però spaventati dagli effetti che questo potrebbe generare, per esempio la responsabilità che esso comporta, oppure la reazione degli amici... Chi desidera ricchezza e successo deve associarli al piacere che essi comportano, e non alle eventuali difficoltà! Il desiderio deve essere totale, solo così si potrà essere disponibili ai cambiamenti ed all'impegno che comporta il raggiungere l'obiettivo.
  3. La terza regola consiste nella chiarezza dei propri obiettivi. Desiderare il benessere è molto generico, vago e indefinito. Per ottenere ciò che si vuole bisogna sapere chiaramente cosa si vuole. Le domande da porsi sono dunque: "quanto voglio guadagnare?", "cosa desidero possedere per sentirmi ricco?". Per costruirsi un futuro bisogna focalizzarsi su ciò che si vorrebbe avere e su quando lo si vorrebbe avere. La vita è come un viaggio, se si sà dove andare si hanno molte più probabilità di raggiungere la meta.
  4. La quarta regola sviluppa le mete identificate nel passo precedente perché, per essere sicuri di realizzare i propri obiettivi è necessario pianificare una strategia operativa, un piano d'azione ben strutturato. Tuttavia, bisogna anche essere così flessibili da considerare delle strategie alternative, quindi fare un elenco di diversi piani d'azione, l'autore consiglia di prepararne almeno dieci!
  5. La quinta regola consiste nell'approfondire la materia fiscale e il mercato d'azione. Non si può pensare di poter fare soldi se poi non si conoscono le leggi finanziarie che influiscono sui guadagni e sui risparmi! Ma oltre a questa conoscenza bisogna anche conoscere le esigenze del mercato, solo così si potrà avere successo nel proporre i propri prodotti!
  6. La sesta regola esorta alla perseveranza. Il successo non è il risultato di un solo sforzo, bensì la somma di molti. La differenza fra gli uomini di successo ed i falliti non sta tanto nel talento ma piuttosto nella perseveranza. Molte sconfitte avvengono quando invece si sarebbe potuto vincere se solo si avesse perseverato! Se si è stanchi per lo sforzo prolungato ci si riposi, ma non si getti la spugna!
  7. La settima regola consiste nel controllare le spese. La ricchezza non è determinata da quanto si guadagna, ma dal tenore di vita che si riesce a sostenere con il proprio stipendio. Spesso, più si guadagna e più si spende, così che ci si ritrova in breve ad aver meno soldi di prima! Nessuno può creare ricchezza senza un continuo flusso ed accumulo di entrate.
  8. L'ottava regola consiste nel mantenere comunque una propria integrità. "Che profitto trae un uomo se nel conquistare il mondo intero perde la sua anima?". Bisogna comprendere se i passi che si effettueranno sapranno produrre in noi del rispetto verso noi stessi, se ciò non accade, quei passi, anche se potranno essere produttivi, non lo saranno però a livello interiore!
  9. La nona regola consiste nella fiducia. Non bisogna permettere a dubbi e paure di bloccare le nostre iniziative. Bisogna saper correre dei rischi e non aver paura dei fallimenti." "Avvicinatevi all'orlo" disse. "Abbiamo paura" risposero. "Avvicinatevi" disse. Si avvicinarono. Lui li spinse... E volarono." (Guillaume Apollinaire)
  10. La decima regola consiste nella carità per contribuire al benessere della società. Chi non sà quali opere perpetrare per aiutare l'umanità potrà iniziare col donare il 10 per cento dei suoi guadagni in opere di beneficenza. L'autore porta esempi di individui la cui situazione finanziaria cominciò a migliorare solo dopo aver iniziato a donare la decima. Di certo il provare non può danneggiare!
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@madeux


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