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Parte 2 - Ipotesi e realta'
THE DARK SIDE OF THE MOON


La piu' grande truffa del secolo


L.E.M. Apollo 11
Archivio NASA

Il 25 maggio 1961, l'allora presidente degli usa, John Fitzgerald Kennedy annunciò pubblicamente che «lanciare un uomo sulla luna, facendolo ritornare salvo sulla Terra, prima che finisca questo decennio è l'obiettivo principale degli Stati Uniti» e ciò per inculcare orgoglio negli americani nei confronti del resto del mondo.

Fu l'inizio della corsa alla conquista della luna.

Alla NASA ebbero un sacco di buone ragioni per costruire la missione lunare, piuttosto che semplicemente ammettere che una passeggiatina lunare sarebbe rimasta materia di un racconto di fantascienza.

Continuarono a portare avanti il progetto Apollo durante gli anni Sessanta, ma la loro "riserva" fu l'Apollo Simulation Project (ASP).
Quando capirono - grazie a studi scientifici fatti dai sovietici già nel '59 - di non avere la tecnologia necessaria per realizzare la promessa di Kennedy giacché la fine del decennio era prossima, la scelta di dar corso all'ASP fu praticamente obbligata.
Molte persone pensano che la NASA creò una simulazione quasi perfetta, d'accordo col vecchio adagio che in una guerra la verità è la prima vittima.
Secondo questa teoria, la Guerra Fredda - allora al suo apogeo - non fu, l'eccezione.
Invece, la Guerra Fredda era già finita da parecchi anni ed era durata molto meno: dalla bomba atomica su Hiroshima nell'agosto 1945 alla prima esplosione atomica sperimentale fatta dai sovietici qualche anno dopo.
Hiroshima non fu il passo decisivo per la fine della Seconda Guerra mondiale come scrivono gli storici fessi, ma il primo atto della Guerra Fredda (il secondo sarebbe stato la Cortina di ferro).
Poiché gli USA si resero conto di non essere più i soli a possedere armi atomiche, capirono di non poter conquistare il mondo in tempi brevi e quindi cercarono e trovarono un'alleanza con l'URSS per spartirsi l'Europa e le ex-colonie europee, processo ancora in corso come evidenzia la guerra franco-americana per il controllo delle risorse minerarie nel Congo/Zaire.
Probabilmente gli USA svilupparono la tecnologia spaziale in cooperazione con l'URSS o comunque non la tennero all'oscuro.

In "Diamonds Are Forever" (1971), James Bond s'imbatte accidentalmente in un set cinematografico pieno di rocce su un fondale lunare e con un veicolo che assomiglia all'Eagle.
Alcuni uomini in tuta spaziale si muovono lentamente come simulando una debole gravità. Bond fugge da un tipo che gli da la caccia, ma l'agente 007 sale sul modulo lunare e scappa.
La scena non viene né ripresa né spiegata. Qualche anno fa, si viene a sapere che i russi analizzavano meticolosamente i filmati di 007 forse perché in questi films vi erano messaggi diretti a loro; effettivamente l'anno scorso viene fuori la notizia che alla lavorazione partecipavano apparati dello Stato.

Poiché, come abbiamo già detto, divenne evidente che la missione lunare risultava impossibile, la NASA diede corso all'Apollo Simulation Project, montato per il giubilo del popolo americano provato dalla guerra in Vietnam e dal movimento del Sessantotto.
L'ASP fu architettato per prendere miliardi di dollari in sovvenzioni e proseguire coi progetti spaziali reali, e fu accettato dal establishment degli Stati Uniti come colpo propagandista per riaccendere il sentimento nazionalista messo in quel periodo a dura prova. La messinscena non fu fatta quindi contro l'URSS ma contro il proletariato americano.

Già alla fine degli anni Cinquanta, con i primissimi Sputnik, l'ingegnere napoletano Amadeo Bordiga - leader del Partito comunista d'Italia fino al 1930 e principale animatore della scissione di Livorno del 1921 - si avventurò in questo campo negando, per mezzo di calcoli matematici, che un "proietto" qualunque - per quanto forte e lontano lo si voglia sparare - possa seriamente e lecitamente sfuggire alla «terrestre gravità».
Per lui, erano «cifre e cifrette» oggettive, ma forse temeva che dopo le note vicende terrestri, già abbastanza trucide, gli umani si apprestassero a «impestare pure lo spazio cosmico».
Gli articoli apparsi su «il programma comunista» dal 1957 al 1967 hanno titoli inequivocabili, eccone qualche esempio: "Vera emulazione spaziale", "Cronache della conquista ciarlatanesca degli spazi", "Balle di alta precisione", "Echo e i programmi fasulli", "Micrometrici passi radiali alla conquista del cosmo", "Follia spaziale in liquidazione", "Tre colpi pubblicitari astrali", "Niente allunaggio morbido, solo allunaggio bluffistico".
Ma questa è una storia interessante e articolata che meriterebbe un capitolo a parte.

La tecnologia usata dall'Apollo 11 per volare verso la luna era estremamente primitiva e il "computer" di bordo aveva meno memoria di una moderna lavatrice.
Non esisteva nel 1969 una tecnologia in grado di svolgere la missione! Infatti, senza dare alcuna spiegazione, smisero di effettuare le missioni lunari nonostante avrebbero potuto sfruttare le immense risorse geologiche del nostro satellite.
Adesso viene effettuata una spedizione su Marte, perché una missione lunare sarebbe più facilmente verificabile dalle apparecchiature scientifiche e dai satelliti di altri Paesi.

La voce dalla base di Houston non tradiva alcuna emozione nonostante gli americani non si siano mai distinti per il fair play e ciò che stava accadendo non era certo un'operazione usuale, quella degli astronauti è piena di frasi tipo «good show», «fantastic» e le comunicazioni tra gli astronauti e la sala di controllo poi, sembrano per lo più lette da un accurato copione.
La NASA potrebbe aver effettuato una ricostruzione più o meno fedele della superficie lunare, in base alle foto effettuate dalle sonde spaziali prima del 1969 ed è risaputo che compiva le sue prove di "allunaggio" in un hangar che ricreava fedelmente la superficie lunare.
Chiaramente è riuscita a spedire sulla superficie lunare attrezzature di ricerca in diverse occasioni ma in nessun caso mai con uomini a bordo.
Infatti le ultime ricerche scientifiche nel campo aerospaziale e medico provano che è necessario avere una barriera protettiva dello spessore di almeno due metri, per prevenire una "cottura" dell'uomo nello spazio.
Qualunque astrofisico non ha nessuna difficoltà a disporre oggi di tutti i dati necessari a provarlo e diversi studi sono diventati accessibili a chiunque.

Gli astronauti durante la permanenza nella navicella Apollo - e ancor più durante la passeggiata lunare - avrebbero dovuto quindi morire "rosolati" dalle radiazioni cosmiche e solari.
Non a caso gli studi sovietici nel campo erano più avanzati ed essi non mandarono più esseri umani nello spazio. Quando gli americani ebbero tra le mani questi studi si rassegnarono anch'essi.

A tutt'oggi non c'è alcuna prova che possa documentare l'allunaggio!

Parte 2 - Ipotesi e realta'

 

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