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 LA SINCRONICITA' 1

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
admin Inserito il - 13/11/2004 : 10:16:28
LA SINCRONICITA' 1


da "Enciclopedia olistica"

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli



La legge dell'unità di Paul Kammerer


Onnipresente e continua nella vita, nella natura e nel cosmo. E’ il cordone ombelicale che connette pensiero, sentimenti, scienza e arte al grembo dell’universo che li ha partoriti. Paul Kammerer

Sii qui. Questo è il momento presente, tu stai leggendo quello che è scritto... ma chi sei? Fermati un istante e sentiti... sei un tutt’uno, miliardi di atomi si muovono... e tu sei parte integrante di un'immensa esistenza... questa è la dimensione della sincronicità.

La sincronicità rappresenta una delle colonne più importanti della visione olistica; quando la si comprende, sembra di averla sempre conosciuta e di non poterne più fare a meno. Quanti eventi, importanti o meno, nella nostra vita sono accaduti per quello strano caso, per quella particolare coincidenza fortuita... incontri, sogni, dejà-vu, premonizioni, fortune. Qualsiasi ordine di eventi implicitamente significativo, che accade senza apparente causa o programmazione, rientra nel vasto fenomeno chiamato sincronicità, la silenziosa legge dell’unità e della coevoluzione.

È la logica che sottostà alla legge dei simili, alla legge del karma e del destino. È la legge polare che bilancia il principio di causa-effetto. Agisce là dove la mente razionale, con la sua limitata conoscenza, non può giungere, nei fenomeni che la mente non comprende e che, con superba ignoranza, stabilisce essere dovuti al caso. Usa il vuoto là dove la mente razionale usa il pieno. Per la scienza ufficiale la nascita della vita sul nostro pianeta e la sua progressiva evoluzione in complessità è dovuta al caso! Ma se il "caso" ha portato a questa vita e alla nostra coscienza, allora conviene rivalutarlo, e considerarlo una delle forze più potenti e intelligenti del nostro universo. La legge che unisce le cose simili è al centro del processo di unione e co-evoluzione. È la forza che porta miliardi di atomi a ritrovare una loro unità formando una cellula... o la forza di miliardi di cellule quando si sincronizzano nelle loro comunicazioni e informazioni e creano un animale multicellulare.



Pauli e la danza astratta della materia


Il concetto moderno di sincronicità nasce dall’incontro di un Premio Nobel della fisica, Wolfgang Pauli, con uno dei padri della psicologia del profondo, Carl Gustav Jung.

Pauli sostiene che a livello di fisica quantistica la realtà è coinvolta in una "danza astratta" senza alcuna causa materiale; sostiene, inoltre, che tutte le particelle possono essere divise in due gruppi a seconda della danza che eseguono. Fermioni, elettroni, protoni, neutroni e neutrini formano il gruppo che compie una danza antisimmetrica. Mesoni e bosoni (tra cui i fotoni) compiono una danza simmetrica.

Nel caso delle particelle antisimmetriche, risulta che questa danza astratta ha l'effetto di tenere sempre separate le particelle con la stessa energia. Nel caso del principio di esclusione, due elettroni non possono danzare sullo stesso orbitale atomico a meno che non abbiano spin (rotazione, polarità) opposta. Proprio come gli uomini danzano solo con le donne. Questa esclusione tra particelle uguali non è il risultato di una forza, cioè non è un atto causato, ma il risultato di quel movimento astratto delle particelle prese nel loro insieme, che chiamiamo antisimmetria. La danza collettiva ha un effetto profondo sulle singole particelle. Questo principio di esclusione permette agli elettroni di un atomo di disporsi su differenti orbitali (livelli di energia), e rende gli atomi stessi differenti tra loro per proprietà e caratteristiche. Pauli contribuisce alla comprensione delle leggi armoniche della realtà con la scoperta di una struttura astratta che si nasconde dietro la superficie della materia atomica e determina il suo comportamento in maniera non-causale.

È così creato il presupposto sperimentale alla legge di sincronicità sul piano fisico.

La vita di Pauli, nonostante il suo interesse per la simmetria interiore, era tuttavia caduta in un grave stato di disordine. Nel 1928, parallelamente alle sue grandi scoperte nel mondo razionale della fisica quantistica, la sua vita psicologica venne gravata dal suicidio della madre a cui seguì un disastroso matrimonio con una cantante di cabaret che lo abbandonò poche settimane dopo. Alcool e depressione accompagnarono un crollo nervoso, che lo portò ad incontrare Jung. Il lavoro sul profondo fu di grande aiuto: Pauli produsse più di mille sogni e impressioni visuali da cui emergevano simboli e figure archetipiche marcatamente simili a quelle degli alchimisti medioevali. Questi sogni culminarono nella visione di un orologio cosmico della più sublime armonia, che Jung definì sintomatico di un'avvenuta conversione. La rinascita di Pauli seguiva una profonda logica di simmetria e di equilibrio che, dal mondo dei quanti, si proiettava in quello della psiche.

La legge della sincronicità aveva ancora una volta manifestato la sua potenza sottile.





Il principio di connessione acausale di Jung


Jung riteneva che il sincronicismo è il pregiudizio dell’Est, la causalità è il moderno pregiudizio dell’Ovest. Jung credeva nell’esistenza di un inconscio collettivo, un’area profonda e universale della mente, una dimensione dell’esistenza che, nascosta sotto le apparenze della realtà esteriore, ne condiziona e ne dirige i movimenti. Durante il periodo che segnò la rottura con Sigmund Freud, a Jung accaddero una serie di situazioni sincroniche. La più conosciuta di queste sincronicità avvenne mentre Freud stava rimproverando Jung della sua passione per lo spiritualismo, e lo metteva in guardia contro la marea nera di fango dell’occultismo. Jung provò un'emozione di reazione, sentì un caldo bruciante al diaframma dopodiché entrambi udirono un forte suono proveniente dalla libreria. Jung ebbe la sensazione che quel colpo fosse dovuto alla sua situazione energetica interiore, e lo comunicò a Freud, che dissentì. Subito dopo Jung espresse la sensazione che l'effetto si sarebbe ripetuto, cosa che puntualmente avvenne lasciando Freud molto scosso.

Da quel momento le loro strade si separarono e questo condusse Jung a vivere il periodo più difficile della sua vita; iniziò un’esplorazione della psiche, dei tipi psicologici, dell'estroversione e dell'introversione fino ad elaborare il concetto di inconscio collettivo. La sua ricerca entrava nelle pericolose aree profonde in cui l'antico e lo spirituale si incontrano, in cui sarebbe utile la presenza di un maestro o di una guida, e che Jung, grazie alla sua forza interiore, riuscì ad esplorare da solo.

Dopo un sogno in cui aveva simboleggiato la sua mente come una casa con una cantina nascosta, in cui una porta conduceva in una caverna ancora più remota e preistorica, Jung iniziò la sua discesa simbolica nelle profondità della coscienza, come gli Dei sumeri che scendevano agli Inferi prima di raggiungere le vette risplendenti.

Il grande psicologo ebbe una serie di visioni terrifiche e angoscianti, in cui antichi spiriti come Filemone, Simon Magnus, Lao Tzu, Klingsor, entravano in contatto con lui, istruendolo e facendogli da guida. Gli episodi culminarono nel 1916, quando l’intera abitazione di Jung era "infestata" dalle presenze che lo portarono a scrivere I sette sermoni ai morti, uno scritto profetico con una visione cosmologica globale del mondo fisico e spirituale. Questo scritto segna la fine del periodo di caos mentale di Jung; vi si trovano elementi concettuali di grande importanza come la creazione della coscienza individuale, la creatura, dall’indifferenziato pleroma, e intuizioni sul terreno comune da cui sono evolute la mente e la materia. La sua intuizione dei miti della creazione anticipa i caratteri della visione olistica; Jung aveva conosciuto le profondità e le vette della sua psiche ed era, così, pronto per comprendere e dare espressione in termini moderni all’antico concetto di sincronicità.





Il Tao e la sincronicità


Nel 1930, al discorso commemorativo per la morte di Richard Wilhelm, Jung disse: "La scienza dell’ I Ching non è basata sul principio di causalità ma su un principio che io ho provato a chiamare principio sincronico". Cinque anni dopo, ad una conferenza tenuta a Londra, Jung sostenne che "il Tao può essere ogni cosa, io uso un altro termine per designarlo... lo chiamo sincronicità".

Dopo l’incontro con Pauli, Jung fu in grado di cristallizzare le sue idee. Nel 1952 i due studiosi pubblicarono insieme L’interpretazione e la natura della psiche che conteneva due saggi, uno di Pauli sull'influenza degli archetipi nella teoria di Keplero, l'altro di Jung sulla natura della sincronicità. In questo saggio Jung descrive la sincronicità come "la coincidenza nel tempo di due o più eventi causalmente non correlati anche se legati dallo stesso o simile significato" o come "parallelismo acausale" o anche come "atto creativo". Su suggerimento di Pauli, Jung produsse il diagramma in cui la sincronicità bilanciava la causalità (vedi fig.**) così come il tempo bilancia lo spazio. Il fisico suggerì che si enfatizzassero le differenze e le similiudini di sincronicità e causalità e che si introducesse il concetto di "significato"; così facendo, Pauli suggeriva una via attraverso la quale l’approccio obiettivo della scienza e della fisica (basata sulla connessione attraverso effetti) potesse essere integrato con valori più soggettivi (connessione attraverso equivalenza o significato). L'intera nozione di "significato" è di fatto il cuore stesso della sincronicità: l'essenza di un evento sincronico è proprio il significato che esso ha per colui che lo sperimenta. La sincronicità agisce come specchio dei processi interiori, creando forti paralleli tra eventi esteriori e interiori, una similitudine delle informazioni e delle coscienze. Pauli credeva che la sincronicità potesse rendere possibile il dialogo tra fisica e psicologia, facendo entrare il soggettivo nella fisica e l’oggettivo nella psicologia. Fisica e psicologia qui valgono come materia e coscienza, come scienza e sacralità. Secondo Pauli era necessaria questa visione globale per poter comprendere gli aspetti soggettivi e oggettivi come manifestazioni implicite di uno stesso fenomeno.

Fino al termine della sua vita, - riporta David Peat nel suo libro Synchronicity: the bridge between matter and mind - Pauli conservò una profonda convinzione del potere della simmetria. Mentre lavorava intensamente alla teoria del campo unificato, scrisse al suo amico Heisenberg: "Divisione e riduzione della simmetria, questo è il bandolo della matassa! La forma è un antico attributo del diavolo... se solo i due contendenti divini - Cristo e il Diavolo - potessero notare che sono cresciuti in modo così simmetrico!" Forma e coscienza, spazio e tempo, energia quantica e informazioni sono sempre cresciuti parallelamente.





Il fenomeno della centesima scimmia
Di Lyall Watson


Tra gli infiniti esempi di sincronicità riportiamo il famoso caso della centesima scimmia che Lyall Watson, in Life Tide (la marea della vita) racconta in modo romanzato, partendo da un episodio realmente accaduto:



"Il comportamento della scimmia giapponese Macaca Fuscata è stato intensamente studiato dagli etologi per più di trent’anni, osservando un certo numero di colonie selvagge. Una di queste colonie viveva isolata sull’isola di Koshima, di fronte alla costa occidentale di Kyushu, dove nel 1952 l’uomo fornì alle scimmie una "spinta" evolutiva: delle patate dolci gettate sulla sabbia. Erano stati approntati una serie di posti di osservazione, nei punti d’incontro del territorio del gruppo. Abitualmente le giovani scimmie imparano le abitudini alimentari dalle madri, che insegnano a loro cosa mangiare e come comportarsi con il cibo stesso. In questo gruppo di macachi si era sviluppata una complessa tradizione che comprendeva germogli, frutti, foglie, gemme, di centinaia di specie di piante. Perciò essi avvicinarono le nuove scorte di cibo ‘artificiale’, ma nulla nel loro repertorio li rendeva capaci di trattare con patate dolci selvatiche, coperte di sabbia.

A un certo punto Imo, una femmina di diciotto mesi, risolse il problema, portando le patate giù verso il torrente e lavandole prima di mangiarle. Comparata con le conoscenze già acquisite da queste scimmie, questa era una vera rivoluzione culturale. Richiedeva astrazione e una deliberata manipolazione di parecchi parametri rispetto all’ambiente.

Invertendo la normale tendenza, fu la giovane Imo a insegnare alla propria madre il trucco. Lo insegnò anche ai suoi compagni di gioco che, a loro volta, lo insegnarono ai loro genitori. Piano piano, la ‘nuova cultura’ si sparse attraverso la colonia, e ogni passaggio ebbe luogo in piena vista degli osservatori. Nel 1958, tutti i giovani lavavano il cibo sporco, ma i soli adulti (più vecchi di cinque anni) che adottavano le novità, erano quelli che l’avevano imparata dai figli.

Poi successe qualcosa di straordinario: nell’autunno di quell’anno, un numero imprecisato di scimmie di Koshima lavava le patate dolci nel mare, perché Imo aveva fatto l’ulteriore scoperta che l’acqua salata non solo puliva il cibo ma gli dava un interessante nuovo sapore.

Era un martedì quando gli etologi osservarono questo fenomeno: un certo numero di scimmie, diciamo 99, per rendere l’evento più chiaro, era sulla riva alle undici di quella mattina, quella stessa sera tutte le scimmie dell’isola avevano iniziato a lavare le patate! Possiamo immaginare che, raggiunta una certa ‘massa critica’, una centesima scimmia si sia aggregata al gruppo che lavava le patate provocando un drammatico cambio di comportamento nell’intera comunità.

Non solo, ma il comportamento aveva in qualche modo superato le barriere naturali ed era apparso spontaneamente in colonie su altre isole e pure sulla terraferma, in un gruppo a Takasakiyama."

Il fenomeno della centesima scimmia è diventato popolare nella nuova cultura New Age perché investe l'azione di ogni singolo individuo di una potenzialità ben più vasta e significativa. Il messaggio è che cambiando noi stessi possiamo, per sincronicità, portare rivoluzionari cambiamenti all'intero pianeta.





Sincronicità, emisferi cerebrali e vuoto


Il fatto che l’Occidente sia identificato con la legge di causa-effetto e l’Oriente sia identificato con la legge di sincronicità ben si adatta alla recente logica neuropsicologica della divisione tra emisferi cerebrali.

Il principio di causa-effetto costituisce la matrice logica del funzionamento dell’emisfero razionale-maschile e la base stessa della scienza; questo principio si esprime nello spazio, nella relazione fisica tra due oggetti o due forze che vengono direttamente in contatto e che si modificano, ad esempio: "mi sono ammalato di otite perché un batterio è penetrato nel mio corpo". Tutti i fenomeni che la scienza studia vengono tradotti in relazioni di causa-effetto, perché questo modo di comprendere gli avvenimenti può essere spiegato e compreso con chiarezza e razionalità.

La sincronicità è il principio polare che regola l'emisfero analogico-femminile da cui nascono le arti e le discipline intuitive, come gran parte della psicologia, inconcepibili in termini di razionalità e quantificazione. La sincronicità costituisce l'essenza della bellezza e dell'armonia, del fascino femminile, dell'analogia simbolica, della magia degli eventi che rendono significativa la nostra vita. "Mi sono ammalato di otite proprio il giorno in cui dovevo sostenere quell'incontro che mi spaventava"!

La mente razionale (percentualmente maschile e simbolicamente Yang) è attratta soprattutto dagli oggetti, dalle singole unità di cui è composto un insieme. Ad esempio, un musicista, ascoltando un brano di musica classica, è portato ad analizzarne la struttura, a considerare la bravura dei singoli strumentisti, del direttore, le differenze tonali e ritmiche: tutta questa elaborazione viene svolta dall'emisfero analitico-razionale che, appunto, frammenta l'insieme del brano nei suoi singoli costituenti. La mente estetica, intuitiva per le sue qualità recettive e femminili (simbolicamente Yin), ascolta il brano nel suo insieme, sincronicamente in contatto con le emozioni e gli intenti dell'artista che lo ha composto, lo gode come evento globale, si lascia trasportare dalla musica e si abbandona alle sensazioni che nascono dentro. Tutto è giocato sulla sintonia, sulle analogie tra la musica, i propri sentimenti e la situazione nel suo complesso.

La concezione olistica nasce dall'unione tra queste due strutture logico conoscitive dell'intelligenza umana.

Il Taoismo, la più femminile e naturale delle vie spirituali, ricorda che il vaso è costruito di terracotta ma è per il suo vuoto interno che è utile: un'analogia dell'uomo e del suo vuoto interiore, dell'indicibile esperienza di una coscienza senza contenuti che si ottiene entrando in sincronicità con l'esistenza, con il Tao.

Parallelamente all'evoluzione del pensiero "forte" (termine che comunemente designa un atteggiamento materialista e pragmatico) si è evoluta anche una linea di pensiero "debole", una "epistemologia fluida" basata sulla trasmissione intuitiva della conoscenza e delle comprensioni tra persone tra loro simili e non, come nella nostra cultura, attraverso l'acquisizione mnemonica e intellettuale di dati precisi, di nozioni complete e strutturate. Non per nulla l'Oriente è profondamente legato alla sincronicità e alle sottili trasformazioni spirituali che rendono possibile, nel presente, l'accadere di eventi significativi per la nostra vita... pensiamo all'incontro d'amore, al nascere dell'amicizia, al rapporto maestro-discepolo, alla natura del Buddhafield. Seguendo la nostra linea di analisi, se la base dell'attitudine occidentale è il principio di causa-effetto, che si esprime pienamente nella scienza materialista e oggettiva, il principio di sincronicità potrebbe essere la base della nuova scienza olistica, in cui è contemplata la dimensione interiore. La sincronicità racchiude in sé la logica del fenomeno della coerenza, della non-località, del vuoto sub-quantistico e del campo-psi. Di fatto la nostra società è fondata sul pieno e sull'avere, poli opposti ai valori orientali, legati al vuoto e all'essere. Il principio di sincronicità costituisce una più importante base teorica per comprendere come le varie informazioni trovano la loro unità all'interno di un Cyber e come i differenti Cyber si sincronizzano tra loro evolvendosi per salti quantici fino all'attuale salto verso la coscienza planetaria.

1   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Fausto Intilla Inserito il - 12/07/2007 : 12:34:34
Sul tema della preghiera,mi viene in mente un aneddoto che lessi un po' di tempo fa in un libro (di cui non ricordo più ne il titolo e ne l'autore).La cosa comunque che mi impressionò maggiormente di questa storiella-aneddoto,furono le potenziali correlazioni che trapelavano da essa,tra la preghiera e il concetto Junghiano di Sincronicità.
Vi espongo molto concisamente quanto veniva esposto in tale aneddotto,o "storiella",che dir si voglia:

Una donna (poco religiosa),preoccupata del fatto che avesse ormai raggiunto una certa età,e non avesse ancora trovato marito,alfine di non restare zitella a vita,cercò di trovare un rimedio alla sua situazione sentimentale,chiedendo consiglio al parroco del paese in cui viveva,cercando quindi una soluzione al problema,in termini religiosi e di fede.
Il parrocco,le diede in mano una statuetta di San Pietro e le disse che doveva,stringendo quella statuetta tra le mani,pregare tutte le sere per mezz'ora,chiedendo a San Pietro appunto,di farle trovare presto un marito.La donna iniziò a pregare tutte le sere,come il parroco le aveva detto di fare; ma dopo sei mesi di preghiere,lei continuava a ritrovarsi sempre sola,poichè non aveva mai modo di conoscere nessuno (e quindi mai modo di potersi innamorare).
Alchè un giorno,mentre stava pregando,infuriata perchè non accadeva mai nulla nella sua vita,prese la statuetta che aveva tra le mani e la scaraventò fuori dalla finestra;bè,la statuetta non toccò,dopo qualche secondo,direttamente l'asfalto del marciapiede che fiancheggiava la sua abitazione,poichè andò prima a cozzare contro la testa di un passante.La cosa più interessante comunque con cui si conclude questa storiella,è che quel passante che si trovava li "per caso",alla fine ...diventò suo marito.

...nulla succede per caso.
Nel link qui sotto,un documento PDF di 12 pagine,cerco di spiegare (con una semplice storia di pura fantasia),che nulla...ma proprio nulla,succede nella vita di qualsiasi essere umano,che non abbia una logica implicita,predefinita,divina e umanamente insondabile,se non col senno di poi.
Buona lettura!

http://www.marcostefanelli.com/Public/data/Fausto%20Intilla/2006108143231_Il%20grande%20Jack.pdf

Fausto Intilla
(Inventore-divulgatore scientifico)
www.oloscience.com

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